{"id":432,"date":"2025-07-30T20:22:47","date_gmt":"2025-07-30T20:22:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.antoniadimovska.com\/blog\/?p=432"},"modified":"2025-07-30T20:22:48","modified_gmt":"2025-07-30T20:22:48","slug":"ho-fatto-il-katun","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.antoniadimovska.com\/blog\/pratica\/ho-fatto-il-katun\/","title":{"rendered":"Ho fatto il Katun"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Oggi, giornata perfetta per Mirabilandia. Si fa il Katun. Ci giro attorno da qualche anno. Si, anno. Volevo sentirmi pronta, per vivermela intensamente. Consapevolmente, direbbero altri. Queste cose le ho fatte da giovane, ovvio. Il Katun si pu\u00f2 fare tranquillamente solo col corpo. Le cose, tutte, si affrontano a diversi livelli. Il corpo \u00e8 solo uno di questi. Ed \u00e8 collegato agli altri livelli. Ma non \u00e8 detto che tu abbia la sensibilit\u00e0 per sentirlo. La sensibilit\u00e0 si allena, solo che le persone non sono abituate a quel tipo dolore. Se senti, senti quello che c\u2019\u00e8, non decidi tu in base a cosa ti va\u2026non sei su Spotify\u2026ti tocca ascoltare quello che passa RadioAnima.<\/p>\n\n\n\n<p>Comunque, siccome la paura \u00e8 una grande maestra, mi sembrava una buona idea sfruttare la mia prima volta col Katun.<\/p>\n\n\n\n<p>Appuntamento con AdolescenTe &#8211; ne frequento 2: AdolescenZa e AdolescenTe \u2013 ore 10,30 si parte. Ore 10,40 siamo in statale, realizzo che non ho fatto colazione. \u201cEcco, bella figura dimmerda, che razza di esempio stai dando?\u201d Mi ricentro e mando affanculo senso di colpa.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Figliolo, accosto per una pausa necessaria. Devo mangiare, <em>subito<\/em>.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>AdolescenTe verbalizza un \u201cOOkei\u201d. Per cavalcare l\u2019onda del buon esempio ordino un bombolone alla nutella con caff\u00e8 lungo. Lui non prende niente. Niente! Resta a guardarmi, e io sento il suo cervello contare i secondi di eternit\u00e0 che gli sto facendo vivere. Ma il bombolone \u00e8 uno spettacolo. \u00c8 perfetto, si pure quello, come la giornata. Allora mi lancio in una degustazione del bombolone \u201cpure la quantit\u00e0 di nutella \u00e8 quella giusta!\u201d. Lui mostra una pazienza insospettabile. Continuer\u00e0 a stupirmi col fare della giornata.<\/p>\n\n\n\n<p>Torniamo in auto, io orgogliosa di non essermi macchiata la canottiera bianchissima. Pi\u00f9 tardi realizzer\u00f2 di averlo fatto invece. E sar\u00f2 orgogliosa di superare il fattaccio con finta noncuranza.<\/p>\n\n\n\n<p>Parcheggio, mi invio la posizione della macchina per evitare di cercarla dopo. Lui mi dice \u201cio mi ricordo\u201d. E si \u00e8 ricordato, dritto senza alcuna esitazione. Ha la mappa in mente di tutto il parco. Ti localizza il bagno pi\u00f9 vicino e meno frequentato, le fontanelle d\u2019acqua e le scorciatoie. Conosce i flussi delle code alle varie attrazioni. \u201cQua torniamo dopo che adesso c\u2019\u00e8 troppa fila\u201d, \u201cquesto \u00e8 un buon momento, con una giornata come oggi, meno fila di cos\u00ec non possiamo aspettarcela\u201d. E io mi faccio guidare. Ed \u00e8 bellissimo.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019ingresso pago euro 47 e 50, un euro per ogni anno della mia vita. Siamo ormai dentro che io ancora ripeto \u201cho appena pagato 47 euro e 50!!!!\u201d. Credo di averlo confidato anche alla signorina in divisa che mi augurava buon divertimento mentre controllava il mio biglietto. Lui mi dice, con sufficienza, \u201cl\u2019abbonamento costa 60\u2026\u201d. Inizio a pensare che sia stipendiato sottobanco, rinuncio a ricordargli che l\u2019anno scorso ho fatto l\u2019abbonamento e ci sono stata una sola volta (senza fare il Katun!). Perch\u00e9 infierire su me stessa? Scelgo la via dell\u2019esaltazione e mi ricordo cosa sto per andare a fare, una cazzo di esperienza mistica, un incontro atteso da anni con una macchina realizzata appositamente per terrorizzare corpi umani in sicurezza. Lo slogan del parco infatti dice \u201cdivertimento &nbsp;assicurato\u201d. Non fa una piega. &nbsp;E mi sta bene la cifra che ho pagato.<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo in fila. Prima di salire mi arriva un\u2019ottima notizia ed io penso che davvero sto per vivere una roba fotonica, perch\u00e9 la convergenza astrale non potrebbe essere pi\u00f9 a favore di cos\u00ec. Sono felice, sento il corpo elettrizzato, siamo insieme e c\u2019\u00e8 anche mio figlio! Alla mia sinistra c\u2019\u00e8 un ragazzino terrorizzato col padre accanto. Non so chi dei due abbia meno voglia di esseri l\u00ec. Li elimino dal mio campo percettivo. Restiamo solo noi 2 e la paura. Si sale, il panorama \u00e8 larghissimo, si vede tanta acqua, le colline, macchine, strade, la ruota panoramica, tanto verde. Siamo in cima e parte la discesa che quasi non mi accorgo, sento reagire prima il corpo e poi mi ricordo che urlare \u00e8 bellissimo. Urlo tanto, di gioia, di vita. Sul Katun puoi urlare e sei normale. Mi viene da ridere ma \u00e8 difficile in quelle condizioni, le mie budella sono sballottate a destra a manca ora. La macchina terrorizza il corpo e io sento e osservo la sua reazione. Una roba del genere ti restituisce in pochi secondi la tua dimensione, sei un essere fragilissimo. Potresti disintegrarti in questo istante. Sento che ho smesso di respirare, allora mi rilasso, qualcosa mi sbatte contro il sedile, mi sento sorridere e riprendere ad urlare, braccia in aria, come dall\u2019inizio, su indicazione di AdolescenTe. Tocco la sua mano, l\u00ec in alto o in basso, nel vuoto. E mi scoppia il cuore di gioia. Sono mamma Orsa, mi sento fortissima. La paura \u00e8 una maestra, piace imparare da chi rispetto profondamente, visceralmente, \u00e8 il caso di dire. \u2026poi sento il corpo che non ne pu\u00f2 pi\u00f9, sento che mente inizia a pensare \u201cnon ce la faccio pi\u00f9, basta\u201d, invece la centrifuga continua e allora ricordo che \u00e8 il momento di mollare di nuovo, farmi morbida, attraversare quello che non posso cambiare facendomi fluida\u2026c\u2019\u00e8 tempo per far tuonare ancora la mia voce\u2026e urlo ancora. Quando finisce, mi sento come se avessi superato una prova importante, sento che potrei fare un secondo giro e mi accorgo che \u00e8 una cazzata quando scendo barcollando. Uscendo c\u2019\u00e8 una ragazza seduta in terra dagli occhi di un verde oliva bellissimo, capelli corvini. \u201cMi sono alzata troppo in fretta\u201d racconta. Anche io, penso. Raggiungo un po&#8217; d\u2019ombra e mi siedo in terra. AdolescenTe mi dice \u201cpi\u00f9 avanti c\u2019\u00e8 una panchina\u201d. Oh, no, adesso o poi sar\u00e0 tardi. A 47 e mezzo la paura la puoi cavalcare, a volte, \u00e8 il corpo che va rispettato molto di pi\u00f9. Lui dopo poco mi dice che potrebbe rifarlo, io invece ho guadagnato in saggezza ed esigo che mi porti a mangiare. Un suo amico gli chiede se c\u2019\u00e8 per uscire, lui tasta il terreno e mi dice \u201cma se andassimo a casa adesso?\u201d. Perfetto! Io sono sazia. In macchina ascoltiamo musica dalla sua cassa. Dopo un po&#8217; mi fa \u201cti da fastidio se ascoltiamo Elio?\u201d Io penso che meglio di cos\u00ec non potrebbe andare. Quando arriviamo a casa scopro che aveva un biglietto ingresso omaggio a disposizione. E non riesco a fare a meno di continuare a pensare che sia stato tutto perfetto.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>(<em>Katun, cifra venti, base della numerazione Maya. Il caso, non esiste per quanto mi riguarda. Fino a prima di mettermi a scrivere questo articolo non avevo, ovviamente, idea del significato della parola Katun. Ecco quanto perfetta \u00e8 stata questa giornata.) <\/em>\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi, giornata perfetta per Mirabilandia. Si fa il Katun. Ci giro attorno da qualche anno. Si, anno. Volevo sentirmi pronta, per vivermela intensamente. Consapevolmente, direbbero altri. Queste cose le ho fatte da giovane, ovvio. Il Katun si pu\u00f2 fare tranquillamente solo col corpo. Le cose, tutte, si affrontano a diversi livelli. 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