Questa mattina avevo solo una consulenza, avevo pianificato di andare poi al mare. Ieri sera ho preparato lo zaino, il libro da leggere, la musica da ascoltare. Sarei andata in spiaggia a godermi ore libere senza vincoli di orario, gli altri appuntamenti sono verso sera, lascio a casa la misura del tempo. Ne avrei avuto abbastanza per tornare sazia di onde e sabbia. Avevo proprio voglia di stare spiaggiata. Invece no. Mi sveglio ed è novembre. Metto addirittura il golfino grigio-suora. Salgo in macchina e apprezzo il caldino, fuori tira vento freddo. Arrivo in studio 2 minuti prima delle 8. Regina è già lì ad aspettarmi. Con lei ci vediamo da un po’, è arrivata a quel punto del percorso in cui ha capito come funziona il suo cambiamento e coglie ogni stimolo, ogni dettaglio. Ci guardiamo sorridendo mentre salgo le scale. Il nostro tempo insieme inizia subito. Oggi la ascolto ed ho da tenere a bada la voglia di alzarmi in piedi per applaudire:
“Nonostante gli imprevisti sono riuscita a passare una bella giornata. Niente di quello che avevo programmato è andato come volevo. Una volta avrei detto che è andato tutto storto, l’avrei battezzata come giornata di merda, lo sarebbe stata! Invece sta volta mi è venuto da chiedermi qualcosa, di nuovo. Era come se non avessi voglia di ascoltare le mie solite storie sul come “capitano tutte a me”. Mi è venuta in mente quella roba che mi dici spesso “fai finta di essere la regina, osa essere capricciosa, azzardati a compiacere te stessa”. Mi sono chiesta cosa mi andasse di fare in quelle esatte circostanze. “Che cosa ho veramente voglia di fare”? Ne è venuta fuori una sorprendente bella giornata. Queste sono le sorprese che mi piacciono!!!! Non credevo possibile riuscire a farsi una sorpresa da soli. Ma quanto spacco? Sono la Regina!”
Esco dallo studio. Una raffica di vento mi fa impigliare i capelli negli occhiali da sole. Capisco il suggerimento. Li tolgo e ripongo in borsa. Salgo in macchina e lancio un’occhiata allo zaino pieno di oggetti inutili. Niente di quello che avevo programmato è adatto a questo cielo.
Ho ancora nelle orecchie il suono della risata di Regina. È un suono che richiama la mia attenzione. Mi stavo distraendo. Mi viene da ridere quando mi accorgo di quello che stava accadendo nella mia mente. Rido perché mi accorgo di aver appena schivato un concentrato di pensieri stupidi ma soprattutto noiosi: “ecco, per una volta che avevo del tempo per me!”. Mi gaso, mi sento Neo che schiva le pallottole. Schivare pensieri demenziali che infestano la nostra mente è esaltante. Mi chiedo che cosa ho voglia di fare nelle esatte circostanze in cui mi trovo e sto già guidando verso la mia pasticceria preferita del mese. Evidentemente ho voglia di coccole e dolcezza. C’è traffico. È ancora l’ora di punta per le colazioni eppure un parcheggio mi si libera sotto gli occhi. Ignoro senza alcuno sforzo il tizio dietro di me che si sfoga sul clacson quando mi fermo 3 secondi oltre la sua tolleranza di attesa. Anche io sono Regina. Parcheggio e metto piede in pasticceria. Un solo piede. L’altro resta fuori. C’è un sacco di gente. Hanno aperto da poco, il posto mi piace, buon per loro che abbiano tanta clientela. Se la meritano tutta. “Che cosa hai voglia di fare nelle esatte circostanze in cui ti trovi?”. Sono precisamente in mezzo alla porta, la fotocellula mi ha intercettata e la porta si è magicamente spalancata per me. Il mio sguardo incrocia gli occhi della barista, è una donna che trovo bellissima. Incarna dolcezza, forza, armonia e bellezza. Mi viene voglia di toccarla se la guardo per più di un istante. Sono lì a metà via, lei sta lavando delle tazze, alza gli occhi per salutare i clienti che entrano. Adesso tocca a me. Adesso sono io il cliente che arriva.
“Ciao”, dico mentre esco senza essere entrata del tutto.
Per me c’è troppa gente, troppo rumore, poco spazio, non ho voglia né di fare la fila né di cercare il mio posto lì in mezzo. Mi viene di nuovo da ridere guardandomi dall’esterno.
Ho ancora voglia di caffè e brioches.
Faccio un salto al supermercato, me le procuro. Per quanto riguarda il caffè so che ce né di già pronto in casa. So anche che oggi lui è alle prese in laboratorio con un server e può fare pausa quando vuole. In balcone, abbiamo entrambi gli occhi rivolti al cielo e diverse cose da raccontarci, gli confesso che ho realizzato di avere una gran voglia di scrivere e che per distrazione stavo per perdere una magnifica giornata di novembre, perfetta per scrivere.
(racconto ispirato dal colloquio di consulenza con Regina. Regina è naturalmente un nome di fantasia, l’essenza del racconto invece è stata vissuta e così ve l’ho raccontata)
