Natale 2024
Caro Babbo N.,
quest’anno è stato intenso, ricco, allora la sparo grossa, ti chiedo una cosa grande che è l’unica che voglio davvero tanto. Vorrei tempo. Al resto mi sento in grado di pensarci io. Regalami tempo che ho tante cose da realizzare e voglio anche esserci al meglio per la mia ciurma. Sto benone, mi alleno, mangio e dormo discretamente. Top. Gradirei superare il centinaio. Ho pensato che se inizio a martellarti da adesso, magari mi accontenti. Sarò perseverante. Superare il centinaio come la mia nonnina, questo voglio, è doveroso essere specifica che poi te Babbo sei precisino.
Pensavo che, per chiedere, soprattutto ad un Babbo, bisogna essere pronte alla risposta. Qualsiasi essa sia. Se mi metto nella posizione di chi chiede, devo essere pronta a ricevere la risposta. Quella della persona a cui sto chiedendo. O dell’entità, fa lo stesso, è uguale.
Oddio Babbo, se mi guardo attorno mica vedo tanti bimbi che si stiano preparando a chiedere? Durante l’anno questi bimbi non conoscono il NO e quindi nemmeno il chiedere…come faranno poveri bimbi? Questo penso guardandoli ricevere tutto senza avere il tempo di chiedere, veramente. Non fanno esperienza del NO e del SENZA. Vedo genitori che cercano l’approvazione dei propri figli. Vedo ragazzini che si fanno grandi dicendo di non aver mai creduto in te Babbo, o di aver scoperto presto presto che Babbo, tu, non sei nient’altro che una menzogna. Poveri, poveri quelli che non hanno capito nulla. Chiedere, veramente, ed essere grati, veramente, sono attitudini dell’anima, ma Babbo, è da pazzi mettersi a parlare di anima coi corpi che esigono solo di essere messi al sicuro.
Chiedere, io mi son fatta quest’idea quest’anno, è un atto d’umiltà. Senza umiltà, si chiama in un altro modo. Se chiedo con l’idea di estorcere un risultato, per esempio. Se chiedo, col presupposto che non accetto un NO…Chiedere, veramente, è un atto potentissimo possibile solo per chi conosce l’umiltà. Essere umili, per come la vedo io, è conoscere esattamente il proprio valore. Essere umili è una danza. È un equilibrio simile a quello che serve per continuare un sogno dopo essersi svegliati per un istante. Ce l’hai e potresti perderlo all’istante. Come tutto no? Poveri, poveri quelli che non vogliono ricordarselo.
Sai, quest’anno ad un certo punto ho chiesto di avere i mezzi per raggiungere Sant’Antioco e il Maestro del bisso. Sono arrivati. Allora ho chiesto a Zoe di accompagnarmi. Ha detto di sì. Poi ho chiesto un segnale ben preciso e dettagliato che mi confermasse alcune questioni sulle quali non ci vedevo chiaro. Strafottente, mi sono messa in atteggiamento di sfida “voglio vedere se mi arriva anche questo! È impossibile”. Un paio di giorni dopo è arrivato esattamente quello che avevo chiesto, la prova che volevo. Non ho più scuse, mi tocca ammettere che esiste lo Spirito, la Forza, l’Uno, l’indicibile, Babbo Natale! Mi tocca ammettere che chiedi e ti sarà dato è un suggerimento pratico.
Sta volta ti scrivo con quel filo di timore reverenziale in più, so che esisti e te la ridi alle nostre spalle ma soprattutto sei davvero Buono! Altrimenti non mi avresti accontentata. Sei il mio mito, sei meglio del Re del Mondo. Babbo, grazie! Stai lì dietro tutto l’anno per pararci le chiappe quando serve e ti manifesti solo nel buio più totale, solo ai coraggiosi, quelli col cuore forte, che hanno la pazienza di continuare a cercare o aspettare. Non so se il mio cuore sia forte, di sicuro lo è più di ieri e meno di domani e questo mi basta.
Babbo, grazie di tutto, ti abbraccio forte.
Antonia
In studio abbiamo fatto l’albero. L’albero è arrivato poco dopo che avevo chiesto arrivasse, quindi è magico. Chi vuole può venire a metterci la sua letterina con le sue richieste e cose da lasciare andare al buio che, proprio in questi giorni, sta diventando sempre più buio. La luce esiste, ricordatevelo, lo so che a volte lo dimenticate. Sono qui a ricordarvelo.
