Quella mano sulla spalla. Può essere tante cose. Un artiglio che trattiene, addomestica, doma. Se non vedi chi è dietro di te puoi metterci tutta la tua fantasia a creare mostri, riempire quel buco di conoscenza. Li affronterai uno per uno finché ti verrà voglia di andare a vedere chi c’è dietro. Dietro ai tuoi mostri. Troverai un uomo, che ti ha dato la vita, come solo un uomo può fare. Non ti basterà. Non ci basta mai. Questa la nostra colpa o la nostra forza. Indomita andrai avanti, sempre più nuda a te stessa. Ti ritroverai nella merda fino al collo, ti verrà voglia di mollare. Qualcosa, qualsiasi cosa, tanto non hai più mostri dietro le spalle. Mollerai, nonostante la paura di morire. (Tolti i mostri, signori, resta quella). A quel punto, succederanno cose impossibili, prima di quel punto. Qualcuno busserà alla tua spalla e sarà un essere umano. Fragile, stupido, limitato, ridicolo, come te. Sarà lì per darti esattamente ciò di cui hai bisogno.
Questa è ovviamente una bella favola.
Oggi quella mano sulla spalla è “io ci sono, sempre.” Arrivare a far corrispondere le proprie parole alle proprie azioni è qualcosa a cui ambisco ogni giorno e lui, dopo 47 anni di relazione padre figlia, mi ha dato una bella lezione di vita.
“Farò le cose a modo mio papà, non a modo tuo”. Mettevo le mani avanti e lui mi fa: “E io ti dirò che sbagli” Caspita, penso, è vero che ha forza diversa detta da mio padre! Guarda che meraviglia! Però comunque seguo me stessa, amici come prima vero? Glielo traduco e gli faccio: “mi vorrai bene comunque no?”
E lui, senza esitare un attimo, alla Piton con il suo “Always” lui, mio padre! dice: “Sempre”.
Ed io, che sono diventata grande e morta già parecchie volte, questa volta, gi credo con ogni cellula del mio corpo. Sta roba volevo metterla nel libro ma avevo voglia di mollare un pò.
Tutto qua, si trattava di riuscire a reggere il sentirmi dire da mio padre che sbaglio e non ho la sua approvazione. Non è difficile da capire vero? La parte difficile è far corrispondere ciò che si dice a ciò che si fa. Operazione impossibile se non si passa dal sentire e da quelle che fate di tutto per evitare.
Kid Yugi, nel Filmografo dice: le emozioni che mi muovono non le ho mai provate”. Ecco, ve lo dice anche lui. Mossi da qualcosa che si evita di voler conoscere perché incontrollabile. Lo dice meglio Kid comunque. Peccato che la maggior parte degli adulti che conosco ha la pretesa di aver vissuto la musica migliore e non ascolta certa “robaccia”. Quel gran figo di mio padre, invece, ha detto: “il rap è una moderna forma di poesia”. Mi è caduta la mascella quando l’ha detto. Mio padre è un violoncellista, pure un bravo insegnante, solo che si fa pregare per insegnare, nelle cose trova soddisfazione dalla perfezione in su. E, a 75 anni suonati è aperto al rap! Il mondo sta cambiando signori, io non ho più alcun dubbio.
