sta finendo un anno verde.

Verde come il via libera del semaforo, e questa sono io che trovo sempre il granellino d’oro, nascosto in mezzo ad altro.  

Brava, quest’anno babbo sono stata davvero brava, niente spiegazioni, ti basti il mio giudizio. A scuola detestavo il giudizio Brava. Bravissima lo sentivo più mio. Benino era qualcosa che mi dava davvero fastidio, quindi evitavo. Ridi vero? Ci vuole un gran coraggio a credere in te, l’omone che porta abbondanza e gioia lasciandoti con la certezza che tornerà a portartene ancora. Quest’anno c’ho Adolescenza stabilmente aggrappata alla realtà e dunque in questa casa sei stato ucciso permanentemente, almeno per un po’.  Poi tanto resusciti, come un Original. Il tempo di orientarti e capire che la realtà è solo una delle sfaccettature, e torni a credere in te Babbo.

Senza

altro,

oltre a questa decadente e scadente realtà,

sarebbe faticosissimo Babbo.

Ti dicevo che è stato l’anno verde. Oh Babbo, son cresciuta un mucchio dopo aver sentito a fondo le mie radici. Ad andare lì sotto, al buio e in mezzo ai vermi, ho sviluppato l’olfatto e riabilitato l’istinto.

Un anno verde come l’essere al verde, ma franare e crescere son forse la stessa cosa.

Verde come Del Verde di Calcutta e tutta la musica che mi fanno ascoltare quei due.

Verde come il quarto, quello del cuore, il verde che diventa bellissimo quando intorno è tutto grigio ed è come se davvero potesse piovere per sempre, anche quando le gocce sono in pausa.

Il verde dei sempreverdi, solo il verde è per sempre, tutto il resto no.

Il verde delle alghe, che agli altri fanno schifo, ma io amo il mare.

Il verde di un sogno ammuffito che ho scovato e strappato via dal cuore.

Verde,

come la speranza,

il mio albero di Natale quest’anno è nero. Ed è bellissimo.

Babbo, portami la tua risata. Falla sentire a tutti. Dalla via come il pane!

Ti chiedo anche di dire alla Befana che io la aspetto per il caffè ma lei si deve assolutamente ricordare di portarmi i fichi caramellati che quelli dell’anno scorso me li sogno ancora.

È tutto. Ti abbraccio. Alla prossima.

Antonia Dimovksa

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