Volevo il camper. Coi sogni però non funziona il chiodo scaccia chiodo. Sospiravo ogni volta che vedevo un camper, non le ville di lusso su due ruote, quelli veri, coi panni e pezzi di viaggio stesi fuori. C’è né uno che da qualche anno mi perseguita, lo vedevo ovunque. Parcheggiato in città, d’inverno, con la luce che si intravedeva da fuori, di chi ci vive lì dentro. Ho fantasticato diverse volte su chi potesse esserci in quella casina tutta colorata. Se siete di Ravenna lo avete visto anche voi, è quello con i graffiti, il ritratto di Amy Winehouse. Immaginavo che dentro ci fossero umani amanti della musica e dunque della vita.

Mi sono portata al mare nelle due ore libere, cascavano nella fascia oraria dei vecchi. I vecchi…insieme ai bambini sono il tesoro dell’umanità, ma vaglielo a spiegare a questo mondo insfangabile. Tempo perso. Se vai al mare al mattino vedi gente con rughe e malanni che sta in ammollo perché “fa bene”. Il mare fa bene a tutte le età, bisognerebbe ricordarlo a tutti i genitori che rifiutano di fare il bagno coi loro figli, quelli che fanno cenno ai figli di uscire dall’acqua perché ci sono dentro da troppo tempo…AdolescenTe, quando era ancora bimbo, non si fermava mai davanti alla mia pigrizia: “Non è un vero bagno se non metti sotto anche la testa”.

Quel giorno ho praticato un po’ in riva e poi ho iniziato anche io la mia immersione. Lui mi si avvicina e mi chiede se quegli esercizi li faccio tutti i giorni “Scusi sa, ho guardato…” Mi ha fatta sorridere. “Si, pratico tutti i giorni, è manutenzione piacevole, guardi che può farlo anche lei!”.

A seguire l’elenco dei malanni che gli impediscono di muoversi. Lo so, lo yoga fa male ed è pericoloso, dice la medicina. Poi viene fuori che abbiamo lo stesso nome e che lui è di Pompei. Allora gli dico che ho vissuto a Napoli e lui conosce la via dove stavo. Si passa al TU, per forza. Immersi entrambi fino all’addome, mi dice che ha capito tardi che non bisogna perdere tempo, lui si gode la vita, si sposta col suo camper e si piazza dove gli piace…vicino al mare…”Antonio! Ma tu hai realizzato il mio sogno!!!”.

Il camper con Amy è il suo. Me lo ha mostrato anche dentro, sul fornello c’era il sugo di granchio già pronto. “Se vuoi venire a cena sta sera, vedi, la cena è qui.” Ci siamo scambiati i contatti, gli ho detto che avrei scritto un pezzo su di lui. “Vado a pesca, ascolto musica, ieri sera mi sono guardato la partita”. Mi ha illustrato i personaggi dipinti sul camper, dai suoi nipoti. Accanto ad esponenti del jazz c’è anche Califano! “è il mio mito, l’uomo deve essere vero!”. A me viene in mente il pezzo dello spettacolo di Eleazaro Rossi, in cui imita la voce di Califano. Rido tra me e me mentre ci scambiamo i contatti e gli dico “scrivo e pubblico un pezzo sul nostro incontro, leggimi!” Lui dice si ma poi mi chiede “scusa ma che lavoro fai?”. La KonsulenteUmana caro Antonio e tu mi hai fatto tornare la voglia di un camper e venire quella di dipingerlo anche io, col mio marchio!!!

Ecco, gli uomini li riconosco per come fanno tornare o venire la voglia. Abbiate cura di voi uomini, siete carucci quando smettete di frignare, mettete via quei telefoni e prendete in mano le vostre vite.

Antonia Dimovksa